martedì 26 maggio 2009

C'ERA QUALCOSA...




C'era qualcosa che le frullava in mente...ma non riusciva a focalizzarla. Per quanti sforzi facesse rimaneva sempre seminascosta nell'indistinto come se gli altri pensieri le facessero ombra, barriera...
Un qualcosa di indistinto che provocava inquietitudine...frenesia...tachicardia.
I suoi sensi vigili...ma nulla..quel qualcosa giocava a nascondino anche con i suoi sensi...
Sensi allertati che riuscivano a percepire anche i sussurri della notte, anche quei flebili sospiri dell'acqua quasi immota del mare...a vedere anche il più impercettibile guizzo di un frammento di luna sull'acqua, lo scivolare repentino della sabbia ai suoi passi...

Lì sulla riva del mare di tutti i mari dell'attesa, sentiva sulla pelle il leggero fiato dei pensieri che fluivano...ma quel qualcosa continuava a sfuggirle...
E quell'inquetitudine saliva, e più saliva più i suoi sensi percepivano fino all'impercepibile, fino a proiettarsi oltre...a sentire quello che non apparteneva più al presente come presente e a portare nel presente quello che non era ancora avvenuto...

Seduta sulla sabbia sentiva l'acqua toccarle la pelle nel continuo succedersi delle piccole onde della risacca...
Sentiva sulla pelle il suono quel particolare suono che ha il silenzio di notte, ne sentiva l'odore...un odore fatto di un nulla intenso..
La sua mano si mosse ad afferrare a fermare le piccole onde...forse se riusciva a fermarne almeno una sarebbe riuscita ad afferrare anche quell'indistinto che le frullava in mente...

Ma l'indistinto era più forte...adesso era una sorta di tensione che sentiva passare sotto ogni centimetro della sua pelle...strana sensazione sgradevole e gradevole, sensuale e fredda...contrasti che traevano brividi e le arpeggiavano la pelle ...
Cercò di intercettare quel brivido...nell'illusione di capire, di ascoltare, di leggere cosa fosse quel qualcosa che non riusciva a cogliere...
Attesa...desiderio...tristezza...indecisione...rifiuto...cercò di dargli un nome.
Ma neanche questo funzionava...

Oramai distesa sulla sabbia assorbiva con tutta se stessa i raggi della luna...facendo di se stessa un bagliore di evanescente luminescenza...ormai erano solo i battiti del suo cuore che popolavano in silenzio...
Le sembrava quasi di vederli, quei battiti dell'ansia...quasi le uscissero dal petto e le danzassero intorno sulla sabbia...
La sua mano frenetica cercava di di prenderli, di riportarli tra i suoi seni...ma tra le sue dita solo la fredda sabbia che scivolava via...granello su granello...

I suoi occhi bevevano la notte sorso a sorso, ma tra le palpebre l'arsura si era fatta inestinguibile...avrebbero potuto bere tutte le notti del tempo, sempre sarebbero rimasti vuoti...soli...asciutti, anche se la tensione forse richiedeva che divenissero mare o sorgente...
Provare a chiuderli..no, impossibile...continuavano a bere la notte, a prosciugarla per farne emergere quella presenza che non c'era, e che lei neppure sapeva ci dovesse essere...

Assenza di una presenza assente...forse era questo l'indistinto, forse era questa la sorgente cui si abbeverava la tensione...
La luna intanto si era fatta più stanca del suo cammino verso le soglie della notte, già pronte a richiudersi dietro di lei...

La sua tensione ora traeva brividi anche al mare...mentre i battiti del suo cuore ormai invadevano l'intera spiaggia intorno a lei...Null'altro animava quel silenzio...
Il frullio nella mente si era ritratto più in fondo...ormai non sarebbe mai più riuscita a tradurlo, a intercettarlo, ad afferrarlo...
Rimase per un attimo immobile...nessun altro suono riuscivano a sentire i suoi sensi sensibili... nessun passo in avvicinamento.
Smise di cercare, di chiedersi e capire...si abbandonò a quell'indistinto morbidamente.
Arresa.



(Maria Isabella D’Autilia)

lunedì 18 maggio 2009

DIFENDIAMO LE NOSTRE LIBERTA' COSTITUZIONALI!


NEL PACCHETTO SICUREZZA

ULTERIORI

LEGGI LIBERTICIDE






DA IERI SIAMO IN PIENO REGIME.

FARANNO IN MODO DI CHIUDERE TUTTI I SOCIAL NETWORK E CONTROLLARE TUTTA LA RETE! DIFFONDETE CON IL MEZZO CHE VORREBBERO ZITTIRE, USATE FACEBOOK,SKYPE, MSN, YAHOO,E-MAIL, METTETE UN LINK SUI VOSTRI SITI, NEL MESSAGGIO DI UMORE DI SKYPE!!!

FATELO PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI! OBAMA HA VINTO LE ELEZIONI GRAZIE AD INTERNET!!!!

APOLOGIA DI REATO IO, ORA, L’HO, SECONDO LE NUOVE LEGGI, GiA' FATTA!!!!





L’attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l’obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60.

Anche se il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.

In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?

Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l’unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l’unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l’ennesima volta, in una materia che vede un’impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d’interessi.

Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.

Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l’Italia come la Cina e la Birmania.

Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico(http://punto-informatico.it/). Fate girare questa notizia il più possibile. E’ ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E’ in gioco davvero la democrazia!

venerdì 1 maggio 2009

HANNO RECISO UN FIORE....






IN RICORDO DI



DELARA DARABI






IMPICCATA A VENT'ANNI












IL 1 MAGGIO 2009 IN IRAN E' STATA IMPICCATA, UCCISA MEDIANTE OMICIDIO DI STATO DELARA DARABI....

PITTRICE, AVEVA SOLO 23 ANNI...



Non voglio scomodare Cesare Beccaria...non voglio fare commenti "politici" o giuridici...




Voglio solo ricordare che viviamo in un mondo in cui la tribale legge del taglione continua a recidere fiori, anche quando è controversa la colpevolezza di chi ha avuto negato il diritto a difendersi...




Voglio solo ricordare che Dalara ha pagato il suo essere donna: per lo stesso crimine il fidanzato, maschio è stato condannato a 10 anni di prigione...




Voglio solo ricordare che Dalara è stata uccisa dal silenzio complice di superpotenze che tribalmente adottano la stessa legge del taglione, USA e Cina, in primis...




E...

dopo aver ricordato tutto questo...




il mio ricordo, un fiore ed una lacrima vanno a Delara...cui troppo presto è stato tolto il colore della vita, ma che ci ha lasciato la vita, la sua vita, nei suoi colori...


sabato 4 aprile 2009

A volte...
sensazioni...
emozioni...
cose...
trovano solo nei versi
la voce e i toni giusti...







PENSIERI




Vagano…
li vedo.
Li vedo proiettarsi
in una impudica nudità
violenta ed indifesa
e vorticare al buio,
ciechi, confusi.

Li vedo, i miei pensieri scagliarsi
gli uni contro gli altri,
mescolarsi, fuggire,
sfuggire alla mia presa.

Li vedo, come artigli lacerare
i brandelli dell' anima , li vedo
come mani stringere
la gola fino a raschiarne il respiro
affannoso,
li vedo accalappiare l'ansia
trattenerla, nutrirla…

Li vedo come uccelli
prigionieri
schiantarsi contro sbarre
di angoscia…

Li vedo…
li vedo beffardi
avvilupparsi alle dita
dell'illusione…

Li vedo,
ma non posso afferrarli…
forse
non lo voglio…


(Maria Isabella D'Autilia)


domenica 25 gennaio 2009

LONTANO LONTANO....

27 Gennaio 1967... uno sparo...ed un poeta muore





le sue canzoni cambiavano il modo di parlare d'amore...




riverberavano nuovi contenuti...volavano lievi, ma non leggere come piume, volavano nel vento nuovo con la leggerezza di una rondine...




poeta delle contraddizioni, anche esistenziali...





cantava il "signornò" alla sopraffazione ed alla guerra, cantava l'obbedienza non più virtù...
Cantava una generazione che si stava affacciando sulla scena del mondo con la forza dirompente di occhi puri...

Cantava lo scorrere dei giorni...l'inesorabilmente inutile, l'inutilmente inesorabile fluire del tempo, le navi che lasciano il comodo rifugio per inseguire un orizzonte lontano, lasciandosi alle spalle in campanile che pian piano scompare e la delusione, le spalle chine, le mani in tasca di chi torna deluso da una reiterata e vana attesa...tristezza esistenziale, paesaggi desolati, ombre sopra le luci...vita che se ne va...














...e poi, quella notte, anche la sua nave lasciò un porto non più rifugio sicuro per una dimensione definitivamente altra...anche la sua vita se ne andò in un altrove senza tempo senza lo scorrere dei giorni...


...e sul suo mare, il mare di Genova, aleggiarono solo le note della preghiera che De André scrisse per lui...e i petali delle sue canzoni....




...e i sogni svaniti...lontano lontano...
Ciao, Luigi....

venerdì 9 gennaio 2009

FABER...OH FABER...






...Libertà l'ho vista


destarsi


ogni volta che ho suonato...











...e come tutte le più belle cose

vivesti solo un giorno

come le rose...





Sei andato via

senza fare rumore

forse cantando

una canzone d'amore...

Ciao FABER...


Ciao Fabrizio, non ci mancano le tue canzoni che sono ben salde nei nostri cuori e negli occhi della mente...

Ci manchi tu, Fabrizio, ci manca il poeta degli altri, degli esclusi, delle vittime, il poeta dell'amore, il poeta delle rose perdute e degli inverni, il poeta del mare e delle vecchie città, il poeta dei suoi rapitori, il poeta del senso umano del vivere, della pietas, il poeta che sa chinarsi sul fiore e sul dolore, il poeta che sceglieva di inchinarsi davanti ai "piccoli" e di fustigare le arroganze perverse dei "grandi"...

Oggi mi trovo a chiedermi, davanti alle immagini strazianti che vengono da Gaza quali petali di poesia avresti sparso su quel sangue bambino, sul dolore, sul terrore di quei bambini, sui loro sogni e sulle loro vite recise da adulte e feroci mani impazzite...

E allora mi rifugio alle rive del fiume Sand Creek, tra le stelle insanguinate da analoga ferocia... e allora ascolto l'allucinato coro dei bambini in girotondo mentre gli artigli di una guerra distruggono tutto perché nessuno rifiuta il suo ruolo di boia...

E allora richiamo, da "un aprile ormai lontano" la tua voce, le tue parole, la tua musica...balsamo lieve per le ferite dell'anima, manto pietoso per il dolore immane che poteri impazziti cinicamente spargono sugli innocenti...


IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI...



La guerra che verrà
non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell'ultima
c'erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente.
(B. Brecht)







Civiltà!
Civiltà delle civiltà lontane,
Civiltà trafitta dalle pallottole
Del tempo che passa,
Del tempo che trasforma e forgia,
Tempo della distruzione,
Dell'esperienza e del ricordo...
(...)
Civiltà, civiltà,

quand'è che diventerai civile?
Oh civiltà!
(Ndjock Ngana)


Mentre la macabra conta asimmetrica dei morti prosegue togliendo ogni velo all'ipocrisia di chi si ostina a chiamare guerra ciò che guerra non è, ma un massacro feroce in cui i bambini sono, col loro sangue le vittime sacrificali sull'altare del cinismo, della barbarie, dell'insensatezza assassina...

Come in un perverso tempo ciclico, torna, con scansione dall'ossessivo atroce ritmo, la strage degli innocenti, in forme sempre diverse, con sempre nuovi Erode, ma sempre uguale il sangue, sempre uguale il terrore congelato negli occhi opachi delle piccole salme...

Vittime delle vittime, i bambini dell'infelice popolo palestinese, muoiono nell'indifferenza contrita di un mondo che ha troppa fretta di passare oltre, di affrettare il passo verso ulteriori e differenti incubi...

Bambini dall' infanzia strappata e conquistata giorno per giorno al recinto murato che racchiudeva i loro stenti in una riserva di pura sopravvivenza, bambini dai sogni frantumati dalle bombe, bambini dalle vite seppellite in macerie di case e umanità, bambini dalla sete riarsa dell'acqua negata, bambini che il cinismo cancella mentre la cattiva coscienza rimuove dai suoi occhi...

Ed intanto cinicamente il mondo, gli enti sovranazionali che si limitano a flebili e scoordinati sussurri, a impercettibili e lenti scuotimenti di teste, guarda altrove, in attesa di fare scivolare le notizie sempre più giù, sempre più ai margini dell'attenzione...come per tutte le vergogne di guerra e di aggressione...in attesa di voltare l'ennesima pagina dell'ignominia...

E nel frattempo i più bassi interessi si connettono e intersecano, giocano a dadi con le vite...
E come non pensare alle coincidenze dei tempi?
Come non pensare al calcolo elettorale delle destre israeliane che dopo questa strage che richiama alla mente Sabra e Chatila, si presenteranno alla scadenza elettorale del 10 febbraio come i muscolosi e forti baluardi? Come non pensare che il perverso gioco di illusionismo politico e mediatico che fa da cornice di parole all'aggressione e al massacro, lungi dall'isolare Hamas, fa sì che questa "forza" sia vista da occhi velati da lutti, sangue, disperazione, come l'unico baluardo muscoloso e forte?
Come non vedere come Hamas e le destre d'Israele siano speculari e che le sorti dell'una sono perversamente connesse a quelle dell'altra?

E questa perversione non imprigiona forse in una morsa letale quello che dal dopoguerra è il nuovo popolo senza terra?

In tutta questa vicenda le ignobili vigliaccherie, le colpe figlie di cinici calcoli e di sensi di colpa dell'Occidente sono enormi...

Forse fra sessanta anni anche al popolo palestinese l'Occidente permetterà ogni cosa, anche le atrocità...perché tra sessanta anni sarà verso i Palestinesi (se esisteranno ancora) che dovrà provare i suoi sensi di colpa...